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Questa sezione è dedicata ad una serie di aneddoti legati alla Processione dei Misteri. Molti di essi sono stati tramandati oralmente nel corso degli anni e non possono essere verificati, altri, accaduti più di recente, sono invece ben documentati. Tutti fanno ormai parte integrante dei Misteri e ne rappresentano l’aspetto più strettamente folcroristico-popolare.

I NUMERI

- 78 figuranti, di cui 58 bambini, 16 adulti, un agnello (Mistero di Abramo) e un cagnolino (Mistero di S. Rocco); - 250 addetti al trasporto, compresi 13 capi squadra, 13 vice capi squadra, 26 addetti ai cavalletti e 5 addetti alle scale; ogni squadra è costituita da un minimo di 12 ad un massimo di 20 portatori; - 26 addetti alla vestizione (2 per ogni Mistero) che seguono l’intera sfilata pronti ad intervenire in caso di necessità; - 2 fabbri; - 1 falegname; - 1 tappezziere; - 100 bandisti, divisi in 5 bande da 20 elementi.

LA LEGA SPECIALE

Secondo la tradizione popolare di Zinno per dare forza ed elasticità alla struttura dei Misteri avrebbe ideato una lega speciale della cui composizione era unico depositario. Questo spiegherebbe perché i Misteri distrutti nel 1805 non siano stati ricostruiti e perché quello realizzato nel 1959 sia il più pesante.

SCANNÈT ALLÈRT

Durante la Processione, alla ripartenza dopo una sosta, il caposquadra gridando “scannétt allért” (cavalletti allerta) invita gli addetti ai cavalletti a stare pronti e i portatori a posizionarsi. Poi, battendo tre volte il suo bastone sulla base del Mistero, dà il segnale affinché questo venga sollevato e riprenda il percorso (il termine “scannétt” sta ad indicare non solo il cavalletto che sorregge i Misteri ma anche colui che lo porta).

IL TIMORE DI NAPOLI

Nel corso di una visita a Campobasso dal 12 al 15 settembre del 1832, il Re di Napoli Ferdinando II di Borbone rimase estasiato dalla vista dei Misteri tanto che, si dice, avrebbe espresso il desiderio di portarli con sé a Napoli. Da questo episodio trarrebbe origine la tradizione, tuttora ben radicata nella popolazione campobassana, secondo la quale se i Misteri non dovessero sfilare in Processione nel giorno di Corpus Domini, sarebbero trasferiti a Napoli.

IL PEZZENTE

Il personaggio che rappresenta il fiume Sebéto sul Mistero di S. Gennaro è conosciuto nella tradizione popolare come il Pezzente perché il suo aspetto (capelli lunghi, barba incolta, seminudità) ricorda quello di un barbone.

MISTERO DI S. ANTONIO ABATE

La scena raffigurata in questo Mistero è stata alterata dalla tradizione popolare: S. Antonio Abate andrebbe in aiuto della donzella che rimane impassibile alle insistenti proposte del diavolo che, al grido di “Tunzella Tunzella, vieténne vieténne” (donzella donzella, vieni, vieni con me), la invita a seguirlo nel suo regno.

LA DONZELLA

Enigmatico simbolo della Processione dei Misteri, la Donzella è sicuramente il personaggio di cui si raccontano più episodi. Sembra che in passato la Donzella fosse impersonata da un ragazzo effeminato (il cosiddetto “femminiello”) perché era disdicevole per una ragazza seria apparire da sola in pubblico. Quando anche le ragazze furono ammesse ad impersonare questo ruolo, si diffusero voci secondo cui la Donzella sarebbe rimasta incinta entro un anno e altre secondo cui sarebbe rimasta zitella. Voci di popolo asseriscono che tuttora la Donzella riceve un premio in denaro se riesce a non ridere alle provocazioni del diavolo.

L’ANGELO DELLA FOSSA

Nella tradizione popolare, l’angelo posto sulla base del Mistero dell’Assunta è noto come l’angelo della fossa perché custodisce la tomba della Vergine Maria (il termine fossa è sinonimo, per estensione, di tomba o sepoltura).

I DIAVOLI

Di tutti i personaggi dei Misteri, i diavoli sono i più attesi dal pubblico e di sicuro tra i protagonisti della manifestazione. Sono infatti gli unici a non avere l’obbligo di restare immobili e grazie al trucco e al costume si rendono irriconoscibili perfino a parenti e amici. Queste peculiarità vengono sapientemente sfruttate per irridere il pubblico mantenendo l’anonimato. Le loro “vittime” preferite sono le suore affacciate ai balconi del convento in Viale Elena che minacciano brandendo una coda di vacca e i bambini che spaventano mostrando loro la lingua. Un’usanza abbastanza diffusa fra i genitori è quella di affidare nelle mani dei diavoli i loro figli (spesso poco più che neonati) per immortalarli in una fotografia. Ma anche questo fa parte della festa! Fino agli Anni ’60 c’era una sorta di superstizioso timore reverenziale per i diavoli tanto che molti commercianti offrivano loro i propri prodotti. Di questa tradizione è rimasto come unico esempio un produttore di latticini che ancora oggi regala un caciocavallo affumicato ai diavoli di S. Michele al passaggio del Mistero davanti al suo negozio.

LE PRIME FOTO DEI MISTERI

Nel 1874, a pochi anni dall’invenzione della fotografia (1839), l’artista, pittore e fotografo campobassano Antonio Trombetta (1831-1915) fotografò per la prima volta i Misteri, immortalandoli, per esigenze di luce e di scenografia, sotto i portici del Municipio. L’autore, persuaso dell’importanza che la fotografia avrebbe avuto come mezzo di divulgazione culturale, la utilizzò per documentare tutte le manifestazioni più significative che si svolgevano in città al fine di lasciarne memoria ai posteri.

ANCHE IL NOME E' UN MISTERO

Ancora oggi non si sa precisamente perché gli ingegni del di Zinno furono chiamati Misteri. Secondo l’ipotesi più accreditata la parola Mistero deriverebbe dal termine francese “mistère” che dal IX secolo assunse il significato di rappresentazione. Altre versioni sostengono invece che tale nome sarebbe stato scelto perché i “quadri viventi” raffigurano alcuni Misteri della Fede oppure perché è un mistero vedere persone vive sospese a mezz’aria.

CHI LASCIA LA VIA VECCHIA…

Sembra che cambiare il percorso della Processione dei Misteri causi maltempo durante la sfilata. L’ultimo episodio in ordine di tempo si è verificato nel 2002: sotto una pioggia incessante la Processione fu interrotta e i Misteri tornarono al deposito senza aver ricevuto la consueta benedizione del Vescovo che sancisce la chiusura della manifestazione. La benedizione fu impartita da Sua Ecc. Mons. Armando Dini la domenica successiva, nella struttura che ospita i Misteri in via Trento, alla presenza di tutti i partecipanti, delle autorità e di alcuni curiosi.

CARAMELLE AGLI SCONOSCIUTI

Quando i Misteri attraversano le strette vie del Borgo Antico i bambini che si trovano più in alto arrivano quasi a sfiorare i balconi e le finestre delle abitazioni e ricevono in dono caramelle, bicchieri d’acqua ed altri generi di conforto.

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MAGGIO 2012
26 maggio 2012
ore 17,30

Incontro al Museo
OMAGGIO ALLA PROF.SSA ADA TROMBETTA
dal 22 dicembre 2011 al 06 gennaio 2012

GIUGNO 2012
10 giugno 2012
Fascino e suggestiondel passato nella processione de “i Misteri” a Campobasso: Proiezione del documentario girato nel 1987 dal CIRCOLO CULTURALE DI RIPALIMOSANI GIA’ “CINERIPA”: una delle più preziose storie della cultura Campobassana raccontata dalla voce di Ada Trombetta, insegnante e studiosa del patrimonio artistico e delle tradizioni molisane, che per l’occasione aprì le porte della sua casa.

Il Museo dei Misteri è visitabile tutti i giorni feriali dalle ore 16.00 alle 18.00. Per visite in altri orari o nei giorni festivi si deve prenotare almeno due giorni prima ai seguenti numeri telefonici 3285556549 – 3275954028.
Per gruppi organizzati o scolaresche la prenotazione deve essere sempre accompagnata da una richiesta scritta intestata all’Associazione Misteri e Tradizioni. L’ingresso al Museo è ad offerta libera.

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